sabato, 13 dicembre 2008

Cambiare il Paese attraverso il Partito Democratico.

Le ragioni di una sfida importante.

 

Il primo obiettivo della nostra esperienza politica non è tanto - o almeno non soltanto - quello di gettare le basi di una politica generazionale, di inserire nell’agenda politica temi fondamentali per le giovani generazioni. La politica settoriale ha spesso causato il male del nostro paese. Interessi contrapposti e in lotta fra loro hanno prodotto politiche di basso profilo e soluzioni al ribasso che non hanno accontentato davvero nessuno, né tantomeno hanno fatto il bene o la grandezza del paese.

Il punto, oggi più che mai, è un altro. Le giovani generazioni che si battono in politica devono avere come dovere/obiettivo principale quello di rappresentare una alternativa sociale e culturale all’individualismo dilagante, al disinteresse, all’indifferenza e alla paura che abitano  il nostro paese e infettano i giovani sin dalle loro prime esperienze sociali.

Il nostro paese guarda al futuro con scetticismo perché non esiste una vera solidarietà sociale.

La situazione attuale sembra però avere degli elementi di originalità.

Quella che spesso è stata definita la “generazione x”, senza interessi né passioni, senza coesione e senza spirito di collettività, ha invece dimostrato di non essere affatto una generazione “dormiente”, incapace di reagire e di organizzarsi per far sentire la propria voce in un momento in cui le “istituzioni giovanili” quali la scuola e l’ università subiscono  un pesante attacco. Proprio questa generazione, che doveva essere la più incapace a recepire stimoli esterni e di realizzare i movimenti di piazza, quella cresciuta all’ombra della televisione, di volta in volta mamma, scuola, realtà, si è fatta portatrice di un grande rifiuto unitario all’attacco mosso dal governo ai fondamenti della cultura e della società che li vedono primi protagonisti.

L’epoca delle “passioni tristi” è forse finita, nel momento in cui la situazione ha richiesto una grande passione, un grande impegno, una grande coesione.

 Ora però il frangente è delicato.

Quella che era iniziata come mobilitazione di piazza è condannata a finire, specialmente per i giovani delle scuole superiori che sono inchiodati alle 200 giornate minime di scuola. Come pensare allora la continuazione della mobilitazione, dell’impegno, della lotta, senza richiedere un impegno troppo oneroso dal punto di vista personale?

E qui una giovanile di partito entra in gioco in maniera decisiva.

Bisogna far capire ai giovani che vogliono continuare a impegnarsi, a quei giovani che non sono stati semplicemente travolti dall’onda o, peggio, l’hanno cavalcata per puro divertimento, che c’è un modo efficace di fare la politica. Senza grandi apparati, senza strutture gerarchiche bloccate o burocratizzate, ma in grandi reti catalizzatrici di energie collettive in grado cambiare una realtà che spesso delude le aspettative.

Dappertutto, nelle università, nelle scuole, nei posti di “lavoro precario”, ovunque ci sia qualcosa da dire, c’è un modo efficace di fare politica. Non si tratta di attestare una “posizione giovane” quanto piuttosto una posizione forte e di coesione, in un momento di grande frammentarietà e poca trasparenza e chiarezza.

Dobbiamo affermare con forza il nostro impegno “sociale”, di dimostrazione che di “un meglio” c’è insieme il bisogno e la possibilità, dimostrare che si può essere una società in cui ci si muove insieme, nell’interesse di tutti e di ciascuno. Contemporaneamente impegnarsi per cambiare ovunque ci sia bisogno di mutamento, senza però avere pretese di fare una politica totalizzante, mettendo le energie e le forze dei giovani al servizio di un futuro che appartiene loro di diritto.

Impegnarsi  in politica è un dovere civico, una dimostrazione di civiltà, una opportunità di esercitare la propria libertà e far funzionare dalla base la nostra democrazia. I giovani democratici dovrebbero essere, in questo senso, un invito, una porta aperta, una possibilità attuale di non disperdere le energie fresche del paese ma di metterle a sistema, potenziarle nel loro insieme ma  anche singolarmente, e dare forza a quelle  idee che, portate avanti con passione e impegno, devono diventare realtà.

Quali proposte i giovani democratici possono fare ( o fare proprie) per iniziare a lavorare insieme?

Sicuramente attivarsi sulla scuola continuando la lotta contro la legge 133. Il metodo deve però cambiare.  Certo non tocca a noi fare proposte strutturate e complete, ma è nostro dovere essere una sponda per capire i problemi, denunciarli quando non sono noti, maturare idee chiare e il più possibile condivise su come si dovrebbe cambiare l’istituzione Scuola. Riteniamo, però, che qualsiasi Ministro non possa prescindere da un confronto con le realtà esistenti, capace di dare voce a chi nella scuola vive e/o lavora, né tantomeno da una sperimentazione -  magari lunga nel tempo -  che miri a produrre cambiamenti davvero necessari al funzionamento di una istituzione fondamentale e  fondante della nostra società.

Ugualmente non possiamo non toccare il tema dell’università e la ricerca, veri e propri catalizzatori della crescita economica e sociale del Paese. Bisogna improntare la spesa pubblica in questo settore a criteri di efficacia ed efficienza, legando gli investimenti (assolutamente pubblici!) alla “produttività” della ricerca, cioè ai risultati scientifici conseguiti, alla qualità delle strutture e dei servizi forniti, togliendo i fondi dalle mani di quei baroni che hanno fatto e continuano a fare il male dell’Università per garantire interessi di parte che nulla hanno a che vedere con la qualità dell’offerta formativa. In breve,  spendere meglio per poter spendere di più, ponendoci quindi agli antipodi della logica dei tagli indiscriminati che per eliminare lo spreco finisce per fare piazza pulita di tutto.

Altro argomento di interesse per il futuro è quello del lavoro precario: la formula della flexsecurity, della flessibilità abbinata alla sicurezza dell’impiego, deve essere declinata in maniera completa ed effettuale. Se il mercato del lavoro richiede flessibilità, i giovani che si avviano alla carriera lavorativa devono richiedere ed ottenere assicurazione della possibilità di garantirsi un futuro attraverso il loro lavoro e non solo affidandosi alle (peraltro sempre insufficienti) politiche di welfare. Bisogna battersi con grande fermezza, opporre un rifiuto netto alla logica - finora imperante -  dello sfruttamento e della precarietà come condizione permanente.

Accanto a questi temi di rilevanza collettiva, non bisogna disperdere il senso di una politica del territorio, volta a migliorare le condizioni di vita dei luoghi in cui le persone  abitano. Proporre, quindi,  ai giovani di impegnare il loro tempo libero e le loro energie per costruire più spazi di socializzazione e ottenere a questo fine più risorse e più strutture per i loro quartieri. Spesso accade di imbattersi in veri e propri quartieri-dormitorio, svuotati da qualsivoglia “potenzialità socializzante”, e se non sono i giovani che vivono maggiormente quei luoghi a muoversi per pretendere spazi più qualificati è probabile che questi quartieri rimangano immutati molto a lungo non solo per l’inerzia delle amministrazioni ma anche e soprattutto a causa di ciò che a tali amministrazioni fornisce l’alibi per non agire: l’indifferenza generalizzata.

Infine, riteniamo che sia fondamentale strutturarsi in una organizzazione capillare, ampia, che sappia raggiungere un gran numero di realtà diverse e metterle a sistema. E non basta, a nostro avviso, costituirsi come associazione, fuori dal tempo e dalla realtà contingenti, ma bisogna fare una chiara scelta politica e di responsabilità. Per questo riteniamo che sia necessario fondare la giovanile di un partito grande come il PD, creando così un’opportunità per tutti, giovani generazioni in primis. E non a caso scegliamo il PD, perché crediamo che tutti i temi affrontati possano trovare in questo partito un adeguato spazio di riflessione e di operatività.

 Sono queste le sfide che oggi ci sentiamo di raccogliere e proporre a tutti quei giovani che, come noi, scelgono la strada della consapevolezza, dell’impegno e della continua ricerca di un modo più giusto e costruttivo di crescere.

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martedì, 25 novembre 2008
ELEZIONE PER L'ASSEMBLEA NAZIONALE GD.
Il colleggio di Roma elegge 26 uomini

Rizzo Gennaro 823
Baroni Alessandro Maria 413
Zannola Giovanni 384
Corrado Nicolò 345
Rocca Stefano 327
Casu Andrea 325
Casini Valerio 306
Pulito Giuseppe 285
Dalessandro Daniele 272

ELEZIONE PER L'ASSEMBLEA NAZIONALE GD.
Il colleggio di Roma elegge 25 donne

Rizzuti Lucia 800
Piras Daphne 407
Marino Valeria 363
Fainella Giulia 336
Gattuso Rosanna 322
Garasto Stefania 262
Chirico Annalisa 258
Pedullà Rosa Maria 223
Desideri Valentina 221

ELEZIONE PER L'ASSEMBLEA REGIONALE LAZIO GD.
Il colleggio di Roma elegge 52 uomini

Iarapoli Francesco 315
Di Traglia Luca 257
Innocenzi Lorenzo 206
Bellu Pierpaolo 205
Del Grande Lorenzo 195
Figus Gabriele 188
Di Renzo  Nicola 182
Notturni Giulio 181

ELEZIONE PER L'ASSEMBLEA REGIONALE LAZIO GD.
Il colleggio di Roma elegge 52 donne

Galluzzo Laura 266
Peduto Marilisa 247
Miriello Roberta 242
Maggini Elisabetta 226
Muglia Chiara 222
Armini Francesca Romana 204
Ferrucci Martina 202
Tempesta Giulia 201
Calamante Giulia 200
Santangelo Valentina 104 34°

RISULTATI DEI CANDIDATI DELLA TIBURTINA IN TIBURTINA

ASSEMBLEA NAZIONALE GD
NICOLO' CORRADO   251 preferenze

ASSEMLBEA REGIONALE LAZIO GD
LUCA DI TRAGLIA  220 preferenze
CHIARA MUGLIA     184 preferenze
VALENTINA SANTANGELO  56
preferenze
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sabato, 22 novembre 2008

DATI PROVVISORI ( in fase di scrutinio, siamo in attesa primi dati ufficiali)

A Roma affluenza oscillante tra gli 8.000 e 9.000 unità.

Nicolò Corrado: " la buona affluenza ci fa ben sperare per tutte le ragazze e i ragazzi della Tiburtina candidati in queste elezioni primarie, siamo quindi moderatamente ottimisti per l'elezione sia di Chiara Muglia, Luca Di Traglia e Valentina Santangelo"

A breve i primi aggiornamenti.

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mercoledì, 19 novembre 2008

PRIMARIE GIOVANI DEMOCRATICI

VENERDI' 21 NOVEMBRE 2008
 
 
I candidati all'assemblea nazionale (scheda rosa):
 
Nicolò CORRADO e Valentina DESIDERI
 
I candidati all'assemblea regionale (scheda celeste):
 
Chiara MUGLIA e Luca DI TRAGLIA
 
ti invitano a partecipare al
 
YOUNG DEMOCRATIC PARTY
 
Mercoledì 19 novembre ore 21:30 ,
 
presso il pub 360 GRADI a S.Lorenzo, via degli Equi 57 per conoscerti in vista delle primarie per la costituzione della giovanile del Partito Democratico.
Non mancare.Ci contiamo !!!!!
 
 
ps: se vuoi aiutarci fai venire tutti i tuoi amici e invitali a votare e...a votarci!!.
 
 
                                                                                Nicolò, Valentina, Chiara, Luca.
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domenica, 16 novembre 2008

PRIMARIE ‘08

VENERDì  21 NOVEMBRE

NASCE LA GIOVANILE DEL PD

14 – 29 anni


Viviamo in un Paese affaticato, stanco, incapace di investire sui suoi talenti, di valorizzare le sue infinite risorse.  Un Paese in cui avere meno di trent'anni è un limite, in cui il merito troppe volte non conta e la competizione è un tabù.  Un Paese che non spinge a dare il meglio di sé e che consuma il suo futuro, un anno dopo l'altro.  Che lascia in panchina o manda all'estero i suoi fuoriclasse.

La precarietà è il tessuto delle nostre vite, l'accesso al mercato del lavoro è faticoso, la ricerca sottovalutata, le ambizioni artistiche represse. La prospettiva di costruire una famiglia e un futuro di indipendenza, il diventare adulti, è il principale diritto civile negato nel nostro Paese. Ancora più difficile, inoltre, è avere voglia di politica, di buona politica, in un contesto simile.

Nonostante tutto questo,  in Italia c'è una generazione pronta a farsi sentire, che vuole bene al suo Paese, ma che lo vuole diverso, che è pronta a credere nel futuro, che reclama politica.

Una generazione che ha, insieme, la forza dei grandi sogni e la concretezza necessaria a misurarsi con i problemi di ogni giorno. Che prova a combattere la precarietà sul lavoro.

nel Paese delle corporazioni, saremo quelli che lottano per l'interesse generale, che si battono per la coesione sociale, per uno sviluppo davvero sostenibile.

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lunedì, 10 novembre 2008

PRIMARIE ‘08

VENERDì  21 NOVEMBRE

NASCE LA GIOVANILE DEL PD

14 – 29 anni

 


Per la prima volta in Italia i giovani tra i 14 e i 29 anni sono chiamati a votare per dare vita alla propria organizzazione giovanile.

 


Si voterà su 3 schede,

per:

  • SEGRETARIO NAZIONALE

Il segretario nazionale sarà votato direttamente dai giovani che si recheranno ai gazebo delle primarie dei giovani democratici.

 

  • ASSEMBLEA NAZIONALE

      L’assemblea nazionale sarà composta da delegati territoriali individuati in base alle preferenze raccolte alle primarie.  Si vota scrivendo sulla scheda il cognome del candidato prescelto. Sarà l’organo di controllo e governo politico della giovanile.

 

  • ASSEMBLEA REGIONALE

L’assemblea Regionale sarà composta da delegati territoriali individuati tramite preferenze, come per l’assemblea nazionale, e avrà il compito di individuare ed eleggere il segretario regionale

 

 

giovanidemocratici5@yahoo.it

 

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giovedì, 30 ottobre 2008

Piazza della Repubblica.

30 Ottobre 2008

Noi c'eravamo.


 “Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?

Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci).

Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito.

Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.

Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina.

L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.

Dare alle scuole private denaro pubblico.E' questo il punto.Dare

alle scuole private denaro pubblico.'

Piero Calamandrei. 1950.

Grazie a tutti.

mercoledì, 29 ottobre 2008

Domani, noi saremo ancora in piazza. Ancora una volta per lottare, seppur pacificamente, contro chi vuole sottrarci il futuro. Perchè tagliare sull'università e sull'istruzione, vuol dire non permettere ai giovani di crescere e di formarsi. E tu?Da che parte stai?

Scendi in piazza con NOI!

Giovedì 30 Ottobre

ore 9,30 Piazza della Repubblica

lunedì, 27 ottobre 2008

C’era un fiume di gente nel cuore di Roma, l'altro ieri.

C’erano più di un milione di cuori, di teste, di voci.

Più di un milione di “no” a un governo che sta mortificando la costituzione, la libertà e la democrazia.

In mezzo al circo massimo, sabato, c’eravamo anche noi.

Abbiamo sfilato uniti in difesa di quegli ideali che chi è oggi al governo vuole negarci, riducendo ai minimi termini le speranze del nostro sempre più precario futuro.

Noi c’eravamo, insieme a tutti voi, per “salvare l’Italia”, questa nostra bella Italia.

C’eravamo per rispondere fin da subito a chi si è fatto portavoce del gioco dello sgonfiare i numeri, a chi non ha capito nemmeno questa volta di quale significato può essere pregno la parola ‘popolo’.

Perchè sabato è stata una manifestazione di popolo. Sabato è stata una manifestazione di voglia di democrazia.

E se democrazia è partecipazione, io sono democratico, noi sabato c’eravamo!

Noi, il 25 Ottobre 2008, eravamo al circo massimo!

www.flickr.com
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venerdì, 24 ottobre 2008
Noi domani saremo alla manifestazione!
E' un momento importante e delicato per il nostro paese.
Saremo aBandierePDl circo massimo camminando insieme a Voi nei cortei che partiranno da piazzale dei partigiani e da piazza della Repubblica.
Insieme, uniti per l'Italia.
Per Salvare l'Italia




Indichiamo quì di seguito un link per ridere e continuare a reagire, perchè....
....'hanno vinto'....

it.youtube.com/watch

A domani.

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